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	<title>ALL REDS &#187; Campotoso</title>
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	<description>« No man is an island » - John Donne</description>
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		<title>Campotosto, la diga, gli agricoltori e l&#8217;Enel</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 09:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sul problema della necessità di riempire la diga di Campotosto per la protesta di allevatori e agricoltori, la risposta dell&#8217;Enel non si è fatta attendere, come riporta il quotidiano on line 6aprile.it:
«Con riferimento al dibattito in corso sull’opportunità – o meno – di un maggiore riempimento dell’invaso di Campotosto, Enel precisa chesi atterrà alle indicazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul problema della necessità di riempire la diga di Campotosto per la protesta di allevatori e agricoltori, la risposta dell&#8217;Enel non si è fatta attendere, come riporta il quotidiano on line 6aprile.it:</p>
<p>«Con riferimento al dibattito in corso sull’opportunità – o meno – di un maggiore riempimento dell’invaso di Campotosto, Enel precisa che<span id="more-4480"></span>si atterrà alle indicazioni delle Autorità competenti preposte alla sicurezza del territorio e delle dighe.<br />
Al momento il livello dell’invaso è sceso a tal punto che le acque non lambiscono la diga di Rio Fucino.<br />
La misura di abbassamento graduale delle acque, a scopo esclusivamente precauzionale, era stata disposta da Enel a seguito delle preoccupazioni sollevate dall’allarme lanciato a gennaio dalla Commissione Grandi Rischi.<br />
Enel conferma di avere sottoposto alle competenti Autorità le verifiche effettuate secondo i più stringenti criteri definiti dalle Autorità, rimanendo quindi in attesa di indicazioni da parte della Direzione Dighe del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.»</p>
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		<title>Campotosto, la diga e gli agricoltori</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Mar 2017 08:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
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“RIEMPITE IL LAGO” :questo il grido di protesta delle associazioni di allevatori e agricoltori di Campotosto dopo la decisione presa di abbassare del 40 % circa della quota del lago, come riporta il quotidiano on line 6aprile.it:
Riempire di nuovo il lago di Campotosto”.  La richiesta arriva dall&#8217;associazione Ascam (Allevatori, commercianti, produttori, artigiani e piccole [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter" src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2009/09/Faglia_Campotosto.jpeg" alt="" /></p>
<p>“RIEMPITE IL LAGO” :questo il grido di protesta delle associazioni di allevatori e agricoltori di Campotosto dopo la decisione presa di abbassare del 40 % circa della quota del lago, come riporta il quotidiano on line 6aprile.it:</p>
<blockquote><p>Riempire di nuovo il lago di Campotosto”.  La richiesta <span id="more-4476"></span>arriva dall&#8217;associazione Ascam (Allevatori, commercianti, produttori, artigiani e piccole imprese del comune di Campotosto) e dalla locale amministrazione comunale, che hanno firmato una nota congiunta.<br />
I referenti dell’appello sono il consigliere comunale Ercole Di Girolami e il presidente dell’Ascam Rinaldo D’Alessio.<br />
“Vogliamo porre all&#8217;attenzione delle autorità il disagio in cui versano le attività produttive del territorio, e in generale, l’intero comune di Campotosto a seguito del sisma del 18 gennaio scorso.<br />
Dopo il terribile  terremoto che ha reso inagibile quasi il 90 per cento delle strutture, si è reso necessario l’abbassamento della quota del lago di circa il 40 per cento per far fronte al panico diffusosi nella popolazione della vallata del Vomano a seguito delle inesatte dichiarazioni da parte della Commissione Grandi rischi, la quale aveva addirittura paventato un effetto Vajont.<br />
A seguito di un incontro tra l’amministrazione comunale, nelle persone del vicesindaco Gaetana D’Alessio e del consigliere<br />
Ercole Di Girolami con l’Enel, si è avuta la rassicurazione, da parte dell’ente produttore di energia, nonché concessionario<br />
delle acque, circa la tenuta e la sicurezza delle dighe.<br />
Addirittura l’Enel haasserito di aver effettuato delle prove di resistenza sismica sulle dighe stesse con magnitudo di ben oltre il settimo grado Richter.<br />
Fatta luce sulla sicurezza e resistenza delle dighe, rimane l’interrogativo sulla quota bassa del lago.<br />
Attualmente il livello dell’acqua è sceso a tal punto che la parte di lago sottostante Campotosto è completamente asciutta, andando a pregiudicare l’habitat di zona umida che rendeva quell&#8217;ambiente unico e irripetibile. L’acqua bassa pregiudica non solo le caratteristiche del territorio, ma anche tutta l’economia locale.<br />
In particolare, la pesca professionale e sportiva, il filone fotografico, gli sport acquatici, la fruizione del turismo itinerante, la mitigazione del clima, la scomparsa di uccelli migratori, la scomparsa del coregone, eccellenza locale, che in un piccolo specchio d’acqua avrebbe più difficoltà a riprodursi e diventerebbe facile cibo per i pesci predatori, la scomparsa della flora acquatica.<br />
Tutto questo senza considerare che l’Enel è la più grande industria presente sul territorio, attorno alla quale ruota una quota dell’economia locale. A questo punto si auspica un ritorno alla normalità, con un’eventuale ricollocazione rapida delle attività commerciali, legate alla certezza paesaggistica di un lago che deve tornare alla sua condizione pre-sisma.<br />
Una volta danneggiato il territorio, qualcuno dovrà pagare!</p></blockquote>
<p>(FONTE www.6aprile.it)</p>
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		<title>«La faglia di Campotosto mancava ancora all&#8217;appello» (Galadini,INGV)</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2017 18:17:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campotoso]]></category>
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		<category><![CDATA[18 gennaio 2017]]></category>
		<category><![CDATA[24 agosto 2016]]></category>
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«La faglia di Campotosto mancava ancora all&#8217;appello. Lo sapevamo ed è accaduto»; lo spiega Fabrizio Galadini, responsabile della sede dell’Aquila dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.
di Antonio Maria Mira, AVVENIRE – “La faglia di Campotosto mancava ancora all’appello della lunga serie di scosse iniziata il 24 agosto. Lo sapevamo ed è accaduto. È un sistema [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2017/02/montereale_campotosto_faglia_gorzano_18gennaio2017-700x434.jpg" alt="" /></p>
<p>«La faglia di Campotosto mancava ancora all&#8217;appello. Lo sapevamo ed è accaduto»; lo spiega Fabrizio Galadini, responsabile della sede dell’Aquila dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia.<br />
di Antonio Maria Mira, AVVENIRE – “La faglia di Campotosto mancava ancora all’appello della lunga serie di scosse iniziata il 24 agosto. <span id="more-4434"></span>Lo sapevamo ed è accaduto. È un sistema collegato che prima si è attivato verso nord e ora verso sud”. Così ci spiega Fabrizio Galadini, responsabile della sede dell’Aquila dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia. Capotosto è affacciato al lago omonimo, nel Parco nazionale del Gran Sasso, tra Abruzzo e Lazio.<br />
Perché lo sapevate?<br />
Lì c’è una faglia che sapevamo tutti quanti che non aveva ancora rilasciato terremoti. Lo abbiamo detto e lo abbiamo scritto. È il tratto di Campotosto della grande faglia della Laga che già si era attivata con le scosse di Amatrice nella sua parte settentrionale e che ora si è messa in movimento a sud-est con questi tre terremoti.<br />
Terremoto previsto, dunque?<br />
Diciamo che era abbastanza chiaro che lì c’era un vuoto di sismicità. Questa faglia, che corre alle pendici del monte Gorzano, non aveva rilasciato terremoti. Solo nel 2009 dopo il terremoto dell’Aquila c’era stato un 5.4, ma poi più nulla.<br />
E prima?<br />
Se andiamo a vedere la storia sismica non c’è un terremoto riferibile a quella faglia. Siccome non c’è, presumibilmente sono molti secoli che quella faglia non rilascia terremoti forti, per cui già dal 2009 noi abbiamo una grande attenzione per quella zona e a maggior ragione adesso.<br />
E ora?<br />
Con queste tre scosse non si risolve il problema. Questa faglia potenzialmente è in grado di generare terremoti molto più forti, anche 6.5. Con tre terremoti superiori a 5 non si riempie questa potenzialità.<br />
Perché potrebbe generare scosse ancora più forti?<br />
Perché è lunga 20 chilometri. La grandezza di un terremoto è legata alla dimensione della frattura che si genera nella crosta. La lunghezza della faglia di Campotosto è compatibile con una magnitudo di 6.5. Ce ne vorrebbero circa trenta di magnitudo 5. E invece con quello del 2009 siamo solo a quattro.<br />
C’è da aspettarsi altro?<br />
La gente penserà che ora la faglia di Campotosto ha dato ed è finita lì. Non è così. Magari ora per decenni non ci sarà più nessun terremoto forte, però potrebbe pure farlo.<br />
E ora quale altra faglia è a rischio?<br />
Ci sarebbe quella di Campo Imperatore e del Gran Sasso. Una faglia enorme, subito successiva a quella di Campotosto, e che non ha mai rilasciato terremoti storici. Sta là. Speriamo…</p>
<pre>(Fonte ►<a href="http://">6aprile.it</a>)</pre>
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		<title>La faglia di Campotosto</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2017 18:06:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
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La faglia dei Monti della Laga, conosciuta anche come faglia del Monte Gorzano o faglia di Campotosto-Amatrice, è una struttura complessa, di lunghezza pari a circa 30 km e bordiera rispetto ai bacini di Amatrice a nord e Campotosto a sud. È orientata circa NNW-SSE con immersione verso SW di 60°-70°.
Similmente alla faglia del Gran [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2017/02/faglia_monti_laga_campotosto_gorzano-700x488.jpg" alt="" /></p>
<p>La faglia dei Monti della Laga, conosciuta anche come faglia del Monte Gorzano o faglia di Campotosto-Amatrice, è una struttura complessa, di lunghezza pari a circa 30 km e bordiera rispetto ai bacini di Amatrice a nord e Campotosto a sud. È orientata circa NNW-SSE con immersione verso SW di 60°-70°.<br />
Similmente alla faglia del Gran Sasso ed a quella di Sulmona essa è posta esternamente (ad est) del fascio di faglie sismogenetiche principali dell’appennino e similmente ad esse appare “silente”.<span id="more-4430"></span>►continua a leggere<br />
Tuttavia i suoi ratei di movimento stimati in un periodo corrispondente all’Olocene denunciano chiaramente che la sua prossima riattivazione non dovrebbe essere molto lontana (nel senso che l’elapsed time, invero il tempo trascorso dalla sua ultima attivazione, è circa paragonabile ad un suo possibile tempo medio di ritorno).<br />
Nella zona di Camposto essa è costituita da due segmenti principali a quote diverse, il più occidentale dei quali è stato indagato per mezzo di trincee paleosismologiche.<br />
Dette analisi hanno permesso di accertare che la faglia, pur non avendo associata sismicità storica rilevante, si è attivata ripetutamente nel corso dell’Olocene, sicuramente negli ultimi 8000 anni.<br />
Purtroppo, l’assenza di depositi recenti databili con sicurezza non ha permesso la scansione degli eventi in maniera univoca, ma i ratei di movimento calcolati durante l’Olocene (0.7-0.9) evidenziano il ripetersi di eventi di fagliazione di superficie non diversi a quelli delle altre strutture sismogenetiche riconosciute in appennino centrale.<br />
La faglia corre esclusivamente in zona montana, priva di insediamenti abitativi di importanza (Campotosto è ubicato ad oltre un chilometro nell’hanging-wall della faglia). Tuttavia essa lambisce una delle tre dighe a gravità ordinaria (Diga Rio Fucino, alta 44 m) del Lago (224 milioni di metri cubi d’invaso), la cui rottura in caso di fagliazione comporterebbe un’ondata di piena lungo il corso d’acqua drenante l’invaso, le cui conseguenze devono essere attentamente valutate e mitigate. [fonte: INGV, 2009]<br />
LE CONSIDERAZIONI DEL GEOLOGO<br />
Il dottor Leo Adamoli, coordinatore nazionale della Sezione di Geologia Ambientale della Società Geologica Italiana, il 25 gennaio 2017 ha rilasciato un comunicato riguardante questa faglia.<br />
«In riferimento alla Faglia dei Monti della Laga (borda ad occidente l’omonima catena e si sviluppa, nell’estremo settore meridionale, lungo il confine tra il comune di Crognaleto ed il comune di Campotosto), studi ed analisi paleosismologiche hanno già da tempo accertato che tale segmento di faglia si è ripetutamente attivato negli ultimi 8000 anni, e tale faglia nell’attuale sequenza sismica in atto nella provincia de L’Aquila ha dato origine, lo scorso 18 gennaio, ai 4 eventi sismici di magnitudo Mw variabile da 5.0 a 5.5.<br />
L’assenza di terremoti storici importanti (Mw &gt; 6 ), riferibili all’attivazione della Faglia dei Monti della Laga, consente di definire tale sorgente sismogenetica (similmente alla Faglia delle Tre Selle) come “silente” in epoca storica, ma non si può naturalmente escludere la possibilità di futuri forti terremoti con magnitudo Mw massima attesa pari a 6.5 – 6.7 e quindi un elevato livello di pericolosità sismica per le aree prossime a tale sorgente.<br />
A tale proposito è opportuno ricordare che la “Faglia dei Monti della Laga” corre a breve distanza (circa 160 metri) dalla diga di Rio Fucino del Lago di Campotosto (224 milioni di metri cubi d’invaso) e che in caso di rotture di faglia in superficie (massimo rigetto superficiale atteso intorno al metro), i possibili gravi danneggiamenti e comunque l’eventuale rottura della suddetta diga in calcestruzzo, alta 44 metri, causerebbe un’onda di piena lungo il Rio Fucino, e quindi sul fondovalle del Fiume Vomano, le cui conseguenze non sono ancora state adeguatamente valutate e mitigate.<br />
Si esclude invece la possibilità di importanti fenomeni franosi che, coinvolgendo i rilievi circostanti il lago di Campotosto, possono dare corso ad un “effetto Vajont”, in quanto non sussistono le condizioni geomorfologiche e geologico-strutturali necessarie per il verificarsi di tale evento.<br />
Si segnala infine l’urgente necessità di ulteriori indagini e studi sulla “Faglia dei Monti della Laga” e naturalmente sulla diga del Rio Fucino sia per un’approfondita analisi degli scenari di rischio sia per una attenta valutazione delle eventuali variazioni che lo svuotamento più o meno rapido del bacino artificiale potrebbe apportare allo stato tensionale della faglia stessa».</p>
<pre>(fonte ►<a href="http://www.6aprile.it/featured/2017/02/06/la-faglia-dei-monti-della-laga-o-campotosto-o-gorzano.html">6aprile.it</a> )</pre>
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