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	<title>Commenti a: L&#8217;Aquila 6 aprile 2009 &#8211; 6 febbraio 20010</title>
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	<description>« No man is an island » - John Donne</description>
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		<title>Di: max</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:30:38 +0000</pubDate>
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		<description>non è stato rimosso, scusate</description>
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		<title>Di: max</title>
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		<dc:creator>max</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 12:29:35 +0000</pubDate>
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		<description>non so perchè ma il mio commento è stato rimosso</description>
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		<title>Di: max</title>
		<link>http://www.angelocivitareale.it/blog/?p=740&#038;cpage=1#comment-16</link>
		<dc:creator>max</dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Feb 2010 11:59:05 +0000</pubDate>
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		<description>Il termine deportati mi fa venire i brividi, mi fa pensare a una tragedia passata, come se si volesse paragonare ciò che è successo brutalmente e volontariamente per mano umana ad un evento catastrofico che purtroppo nessuno può prevedere nè controllare. La cosiddetta &quot;deportazione&quot; è stata purtroppo necessaria per cause di forza maggiore. L&#039;importante è che è stato raggiunto un obiettivo notevole: non ci sono famiglie e/o persone a passare le gelide notti d&#039; inverno all&#039; interno delle tende. Purtroppo è difficile tornare alla vita che ognuno conduceva prima del sei aprile, soprattutto per i nuclei composti da meno di tre persone, che sono lontane dalla propria città natale, dal proprio posto di lavoro...tutto ciò non può essere che risolto con il tempo, non è colpa di nessuno. Penso però che sia tanto passare le notti in un &quot;rifugio&quot; sicuro che non sia di tela.</description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Il termine deportati mi fa venire i brividi, mi fa pensare a una tragedia passata, come se si volesse paragonare ciò che è successo brutalmente e volontariamente per mano umana ad un evento catastrofico che purtroppo nessuno può prevedere nè controllare. La cosiddetta &#8220;deportazione&#8221; è stata purtroppo necessaria per cause di forza maggiore. L&#8217;importante è che è stato raggiunto un obiettivo notevole: non ci sono famiglie e/o persone a passare le gelide notti d&#8217; inverno all&#8217; interno delle tende. Purtroppo è difficile tornare alla vita che ognuno conduceva prima del sei aprile, soprattutto per i nuclei composti da meno di tre persone, che sono lontane dalla propria città natale, dal proprio posto di lavoro&#8230;tutto ciò non può essere che risolto con il tempo, non è colpa di nessuno. Penso però che sia tanto passare le notti in un &#8220;rifugio&#8221; sicuro che non sia di tela.</p>
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