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		<title>L&#8217;Aquila &#8211; 6 aprile 2020</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 15:43:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
				<category><![CDATA[3.32]]></category>
		<category><![CDATA[AVUS Associazione Vittime Universitarie Sisma 6 aprile]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.angelocivitareale.it/blog/www.angelocivitareale.it/blog/public/wp-uploads/2020/04/accendi-la-tua-luce.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-4532" title="accendi la tua luce" src="http://www.angelocivitareale.it/blog/www.angelocivitareale.it/blog/ public/wp-uploads/2020/04/accendi-la-tua-luce.jpg" alt="accendi la tua luce" width="700" height="700" /></a></p>
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		<title>L&#8217;Aquila 6 aprile 2009 &#8211; 6 aprile 2020</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Apr 2020 11:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
				<category><![CDATA[3.32]]></category>
		<category><![CDATA[AVUS Associazione Vittime Universitarie Sisma 6 aprile]]></category>
		<category><![CDATA[S.O.S. L'Aquila]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.angelocivitareale.it/blog/www.angelocivitareale.it/blog/public/wp-uploads/2020/04/vittime_terremoto_laquila-300x250.png"><img class="aligncenter size-full wp-image-4536" title="vittime_terremoto_laquila-300x250" src="http://www.angelocivitareale.it/blog/www.angelocivitareale.it/blog/ public/wp-uploads/2020/04/vittime_terremoto_laquila-300x250.png" alt="vittime_terremoto_laquila-300x250" width="300" height="250" /></a></p>
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		<title>6 aprile 2017 Per non dimenticare</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Apr 2017 23:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
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		<title>6 aprile Fiaccolata</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Apr 2017 16:52:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
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		<title>Rocca Calascio orari di apertura</title>
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		<pubDate>Wed, 05 Apr 2017 15:03:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Calascio]]></category>

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		<description><![CDATA[L’associazione Nuova Acropoli si prepara per la riapertura della Torre di Rocca Calascio, una delle roccaforti più alte e suggestive d’Abruzzo.
I volontari, in collaborazione con il Comune di Calascio, da circa 15 anni si prendono cura della Torre, svolgendo anche lavori di manutenzione ordinaria, per far sì che il suo aspetto non vari nel tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2017/04/rocca-calascio-700x394.jpg" alt="" />L’associazione Nuova Acropoli si prepara per la <strong>riapertura della Torre di Rocca Calascio</strong>, una delle roccaforti più alte e suggestive d’Abruzzo.<br />
I volontari, in collaborazione con il Comune di Calascio, da circa 15 anni <span id="more-4515"></span>si prendono cura della Torre, svolgendo anche lavori di manutenzione ordinaria, per far sì che il suo aspetto non vari nel tempo e per permettere ai molti visitatori di entrare ed ammirare dall’alto il fantastico panorama che la caratterizza.<br />
Si trova nel Parco Nazionale del Gran Sasso-Monti della Laga, da essa si ha la visuale su altre tre riserve: il Parco Nazionale della Majella, il Parco Regionale Velino-Sirente e nei giorni più sereni si scorge anche il Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise.<br />
E’ un ottimo posto per trascorrere una giornata lontano dai ritmi frenetici della quotidianità, alla scoperta di una storia che ci appartiene.<br />
Per la stagione 2017 la Torre di Rocca Calascio sarà aperta, con ingresso gratuito, nei giorni:<br />
– il 17 (Pasquetta) e 25 aprile, il 1° maggio con orario 11.00-14.00, 15.00-17.00<br />
– il 2 e tutte le domeniche di giugno con orario 11.00-14.00, 15.00-17.00;<br />
– tutte le domeniche di luglio con orario 11.00-14.00, 15.00-18.00;<br />
– dal 1° al 31 agosto con orario 11.00-14.00, 15.00-19.00;<br />
– tutte le domeniche di settembre con orario 11.00–14.00, 15.00-17.00.<br />
Per motivi di sicurezza, in caso di maltempo la Torre resterà chiusa.<br />
Per informazioni sulle attività di Nuova Acropoli potete visitare il sito dell’Associazione: www.nuovaacropoli.it, chiamare il numero 333.9906989 oppure recarvi presso la sede in Via Orazio Giuliani, dal lunedì al venerdì, dalle 18.00 alle 21.00.</p>
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		<title>Prevedere i terremoti in laboratorio</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Mar 2017 14:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Terremoto L'Aquila]]></category>

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		<description><![CDATA[
L’intelligenza artificiale per “ascoltare” i terremoti. “Prevede quelli in laboratorio”
Grazie al “machine learnign”, l’algoritmo riesce a fare previsioni accurate di quando accadrà la prossima scossa. Ha funzionato su dei modelli di faglie in fase di test al Los Alamos National Laboratory del New Mexico, un modello da ancora da verificare su vere scosse sismiche. Doglioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2016/05/faglia_sant_andrea_california-600x450.png" alt="" width="540" height="405" /></p>
<p><strong><span style="color: #cc99ff;">L’intelligenza artificiale per “ascoltare” i terremoti. “Prevede quelli in laboratorio”</span></strong><br />
Grazie al “machine learnign”, l’algoritmo riesce a fare previsioni accurate di quando accadrà la prossima scossa. Ha funzionato su dei modelli di faglie in fase di test al Los Alamos National Laboratory del New Mexico, un modello da ancora da verificare<span id="more-4504"></span> su vere scosse sismiche. Doglioni (Ingv): “Approccio che merita attenzione. Importante investire nella ricerca sui precursori”<br />
di MATTEO MARINI, Repubblica.it – Gli scienziati hanno insegnato a una macchina ad “ascoltare” i terremoti generati in laboratorio. E l’intelligenza artificiale ha imparato così bene da riuscire a prevederli. Per ora si tratta, va evidenziato, solo di esperimenti su faglie artificiali, simulazioni. Nessuna vera scossa è stata finora presa in esame. La scoperta (o l’invenzione) dei ricercatori potrebbe però aprire la strada all’utilizzo sempre più efficace del “machine learning” anche in questo settore.<br />
La “previsione” dei terremoti, è noto, non è possibile. Non ancora. Quello che finora si è fatto è studiare la probabilità che un evento si manifesti studiando la sequenza di sismi registrata nel corso del tempo. Ma le registrazioni scientifiche riguardano un periodo molto breve della storia, sono utili per fare prevenzione in una regione soggetta a forti scosse, non a prevedere gli eventi.<br />
Uno degli esempi più noti è quello della faglia di Sant’Andrea, in California. I sismi più violenti si sono verificati nel 1857, 1881, 1901, 1922, 1934 e 1966. Con una cadenza di circa 22 anni. Si attendeva una nuova forte scossa tra il 1988 e il 1993. Arrivò con 11 anni di ritardo, nel 2004, con una magnitudo di 6.0.<br />
Allora la chiave per poter dare l’allarme con sufficiente anticipo ma soprattutto con grande precisione va cercata nei cosiddetti “precursori”: “Sono quei segnali che la terra ci dà e dobbiamo imparare a riconoscere – spiega Carlo Doglioni, presidente dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia – fenomeni transienti che se non sono associati ad altri eventi naturali o legati al clima, possono essere legati a modificazioni del campo di stress dentro la crosta”. E, un domani, potranno dirci quando avviene una scossa.<br />
Il fatto reale contro la probabilità statistica: una specie di “sacro Graal” per i sismologi. Ma nonostante da decenni si studino fenomeni come le emissioni di radon, variazioni di onde elettromagnetiche, formazioni nuvolose e capacità predittive degli animali, nulla finora ha aiutato gli scienziati a fare previsioni accurate.<br />
Quello che hanno fatto Bertrand Rouet-Leduc, del Los Alamos National Laboratory, in New Mexico, e i suoi colleghi è stato creare terremoti in laboratorio con una faglia artificiale che riproduce le caratteristiche fisiche di quelle che stanno sotto i nostri piedi. Un “sandwich” di rocce e materiale friabile. E poi hanno registrato il suono, scricchiolii e sfregamenti, generato anche solo dalla pressione che aumenta: “A volte la semplice messa in pressione può determinare onde acustiche, anche senza dislocazione – sottolinea Doglioni – i minatori mi raccontavano di sentire scricchiolare la roccia prima del cosiddetto colpo di tetto. Prima cioè del crollo della volta”.<br />
La domanda alla quale il team di Rouet-Leduc cercava risposta era: questi suoni contengono uno schema che può essere interpretato, un qualsiasi segnale premonitore? La risposta, positiva, è venuta dall’algoritmo dell’intelligenza artificiale.<br />
Ascoltando le onde acustiche la macchina alla quale hanno dato in pasto i dati è infatti riuscita a trovare la chiave, come decifrando un codice che sfuggiva agli scienziati, e a prevedere le scosse (che avvenivano senza regolarità) prima che si manifestassero.<br />
“L’analisi fatta grazie all’apprendimento della macchina suggerisce che il sistema emette una piccola ma crescente quantità di energia durante tutto il ciclo di stress – scrivono gli scienziati nello studio – prima di rilasciare all’improvviso l’energia accumulata quando si verifica lo scivolamento”. Il tempo di occorrenza variava di volta in volta ma il computer era sempre in grado di dire in anticipo quando. Ora non resta che metterlo alla prova su veri terremoti in aree dove le scosse sono più frequenti.<br />
I risultati sono incoraggianti ma, sottolineano i ricercatori, le condizioni dei test sono differenti da quelle reali. Per esempio per quanto riguarda la magnitudo (che in laboratorio è superiore a quella di un terremoto reale) e di temperatura delle rocce sottoposte a stress: “Qualsiasi modello analogico ha dei limiti – conclude Doglioni – ma questo approccio merita attenzione. Sia nell’applicazione dell’intelligenza artificiale in questo settore, sia nella ricerca sui precursori, sulla quale occorrerebbe investire di più”.<br />
ALTRI ARTICOLI CHE POSSONO INTERESSARTI:</p>
<p>►<a title="Il terremoto che verrà" href="http://www.caffenews.it/editoriale/52252/il-terremoto-che-verra-intervista-al-prof-mucciarelli-la-questione-e-innanzitutto-culturale/" target="_self">IL TERREMOTO CHE VERRÀ. INTERVISTA AL PROF. MUCCIARELLI</a></p>
<p>►<a href="http://www.6aprile.it/conoscere-i-terremoti/2013/06/19/terremoto-m-3-in-zona-verona-i-dati-ingv.html">TERREMOTO M.3 IN ZONA VERONA, I DATI INGV</a></p>
<p>► <a href="http://www.6aprile.it/conoscere-i-terremoti/2013/07/21/sequenza-sismica-marche-aggiornamento-ingv-21-luglio-ore-1700.html">SEQUENZA SISMICA MARCHE: AGGIORNAMENTO INGV 21 LUGLIO ORE 17:00</a></p>
<p>► <a href="http://www.6aprile.it/conoscere-i-terremoti/articoli-tecnici/2015/07/13/in-cina-si-prova-a-predire-i-terremoti-con-gli-animali.html">IN CINA SI PROVA A PREDIRE I TERREMOTI CON GLI ANIMALI</a></p>
<p>► <a href="http://www.6aprile.it/media/video/2012/06/08/si-possono-prevedere-i-terremoti-faccia-a-faccia-giuliani-persanti.html">SI POSSONO PREVEDERE I TERREMOTI? FACCIA A FACCIA GIULIANI – PIERSANTI</a></p>
<p>► <a href="http://www.6aprile.it/conoscere-i-terremoti/articoli-tecnici/2013/09/17/terremoti-le-piccole-scosse-possono-aiutare-a-prevedere-quelle-piu-forti-e-devastanti.html">TERREMOTI: LE PICCOLE SCOSSE POSSONO AIUTARE A PREVEDERE QUELLE PIÙ FORTI E DEVASTANTI?</a><br />
(fonte 6aprile.it)</p>
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		<title>Banca della &#8220;Terra d&#8217;Abruzzo&#8221;</title>
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		<pubDate>Thu, 23 Mar 2017 14:44:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abruzzo]]></category>

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		<description><![CDATA[E’ stato approvato in Giunta il regolamento di attuazione della legge regionale n. 26 del 2015, che disciplina l’istituzione della banca della “Terra d’Abruzzo”. Lo comunica l’assessore alle politiche agricole Dino Pepe.
“Con questo provvedimento – commenta l’assessore – diamo attuazione a una norma che ha come obiettivo quello di consentire l’assegnazione di terreni incolti o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>E’ stato approvato in Giunta il <strong>regolamento di attuazione della legge regionale n. 26 del 2015</strong>, che disciplina l’istituzione della <strong>banca della “Terra d’Abruzzo”.</strong> Lo comunica l’assessore alle politiche agricole Dino Pepe.<br />
“Con questo provvedimento – commenta l’assessore – diamo attuazione a una norma che ha come obiettivo quello di consentire l’assegnazione di terreni incolti o abbandonati<span id="more-4501"></span>, di proprietà pubblica, ma anche privata, a chi ne faccia richiesta al fine di promuovere l’insediamento di nuove aziende agricole o anche favorire il riordino fondiario attraverso l’accorpamento e l’ampliamento delle aziende agricole esistenti”.<br />
I terreni verranno censiti dai Comuni o dalle loro unioni con il supporto dei Centri di assistenza agricola. I beni da censire possono essere segnalati dagli stessi proprietari.<br />
I Comuni trasmettono alla Regione Abruzzo, l’elenco delle particelle catastali disponibili. Il Dipartimento politiche dello sviluppo rurale predispone gli avvisi contenenti le modalità di richiesta dei terreni censiti e i criteri per l’assegnazione. I richiedenti dei terreni devono presentare un idoneo piano di coltivazione. Nelle assegnazioni hanno priorità i lavoratori svantaggiati compresi i disoccupati.<br />
Il Dipartimento nell&#8217;assegnazione dei terreni valuta ed approva i piani di coltivazione che accompagnano le domande di assegnazione e invita i contraenti a predisporre l’atto di trasferimento dei beni, attraverso il quale vengono definite le modalità, quali la forma contrattuale di affidamento, il canone e la durata che non può essere in ogni caso superiore ai 15 anni.<br />
“Desidero ringraziare il presidente della Terza Commissione del Consiglio regionale, Lorenzo Berardinetti, il consigliere regionale Pietro Smargiassi, che ha proposto il testo di legge, il Dipartimento delle Politiche Agricole e le organizzazioni professionali agricole – conclude Pepe – per l’impegno profuso nella stesura attenta del regolamento”.</p>
<p>(Fonte 6aprile.it 23 marzo 2017)</p>
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		<title>Carsoli ►Grotta del secchio</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Mar 2017 09:21:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
				<category><![CDATA[S.O.S. L'Aquila]]></category>

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		<description><![CDATA[
Esplorata nel 1994 dal GS CAI Roma, dopo un lungo lavoro di disostruzione dell’ingresso, questa bellissima grotta si mantiene pressoché inalterata, segno della coscienza ambientale maturata in campo speleologico.
Non sono necessarie attrezzature per percorrerla, ma la sua visita richiede di cimentarsi con alcune strettoie prima di poterla ammirare in tutto il suo splendore.
Superato il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.6aprile.it/wp-content/uploads/2017/03/P1090860-700x525.jpg" alt="" /></p>
<p>Esplorata nel 1994 dal GS CAI Roma, dopo un lungo lavoro di disostruzione dell’ingresso, questa bellissima grotta si mantiene pressoché inalterata, segno della coscienza ambientale maturata in campo speleologico.<br />
Non sono necessarie attrezzature per percorrerla, ma<span id="more-4483"></span> la sua visita richiede di cimentarsi con alcune strettoie prima di poterla ammirare in tutto il suo splendore.<br />
Superato il primo tratto di cunicolo, si rimane già incantati dalle innumeroveli concrezioni che appaiono agli occhi.<br />
Ma è solo l’inizio di quello che ci attende dopo: colate, stalattiti, stalagmiti, eccentriche, colonne, generalmente bianche.<br />
Fino ad arrivare, superato il cosiddetto “laminatoio” (una lunga strettoia che ogni tanto richiede di riprendere fiato), ad un meraviglioso fiume fossile, con vaschette densamente popolate di speleotemi coralloidi, e ad un lago fossile, sovrastato da cortine immense di diversi colori che resteremmo a guardare per ore.<br />
Ovunque lo sguardo va a finire si resta incantati per la quantità e varietà di concrezioni individuabili, in un quadro variopinto che la natura è riuscita pazientemente a creare nell’arco di migliaia e migliaia di anni.<br />
E che nelle foto che seguono abbiamo in parte provato a catturare, per quanto possibile, con una macchina fotografica [utilizzare la funzione SlideShow (SL) o cliccare su FullScreen (FS) per una visualizzazione a<br />
schermo pieno]<br />
(FONTE www.6aprile.it)</p>
<p>vedi ► <a href="http://http://www.6aprile.it/featured/2017/03/06/unaltra-meraviglia-della-natura-la-grotta-del-secchio-a-carsoli-aq.html">http://www.6aprile.it/featured/2017/03/06/unaltra-meraviglia-della-natura-la-grotta-del-secchio-a-carsoli-aq.html</a></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Campotosto, la diga, gli agricoltori e l&#8217;Enel</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Mar 2017 09:05:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
				<category><![CDATA[Campotoso]]></category>
		<category><![CDATA[terremoto]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul problema della necessità di riempire la diga di Campotosto per la protesta di allevatori e agricoltori, la risposta dell&#8217;Enel non si è fatta attendere, come riporta il quotidiano on line 6aprile.it:
«Con riferimento al dibattito in corso sull’opportunità – o meno – di un maggiore riempimento dell’invaso di Campotosto, Enel precisa chesi atterrà alle indicazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul problema della necessità di riempire la diga di Campotosto per la protesta di allevatori e agricoltori, la risposta dell&#8217;Enel non si è fatta attendere, come riporta il quotidiano on line 6aprile.it:</p>
<p>«Con riferimento al dibattito in corso sull’opportunità – o meno – di un maggiore riempimento dell’invaso di Campotosto, Enel precisa che<span id="more-4480"></span>si atterrà alle indicazioni delle Autorità competenti preposte alla sicurezza del territorio e delle dighe.<br />
Al momento il livello dell’invaso è sceso a tal punto che le acque non lambiscono la diga di Rio Fucino.<br />
La misura di abbassamento graduale delle acque, a scopo esclusivamente precauzionale, era stata disposta da Enel a seguito delle preoccupazioni sollevate dall’allarme lanciato a gennaio dalla Commissione Grandi Rischi.<br />
Enel conferma di avere sottoposto alle competenti Autorità le verifiche effettuate secondo i più stringenti criteri definiti dalle Autorità, rimanendo quindi in attesa di indicazioni da parte della Direzione Dighe del Ministero delle Infrastrutture e Trasporti.»</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Campotosto, la diga e gli agricoltori</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Mar 2017 08:57:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Admin A©</dc:creator>
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“RIEMPITE IL LAGO” :questo il grido di protesta delle associazioni di allevatori e agricoltori di Campotosto dopo la decisione presa di abbassare del 40 % circa della quota del lago, come riporta il quotidiano on line 6aprile.it:
Riempire di nuovo il lago di Campotosto”.  La richiesta arriva dall&#8217;associazione Ascam (Allevatori, commercianti, produttori, artigiani e piccole [...]]]></description>
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<p>“RIEMPITE IL LAGO” :questo il grido di protesta delle associazioni di allevatori e agricoltori di Campotosto dopo la decisione presa di abbassare del 40 % circa della quota del lago, come riporta il quotidiano on line 6aprile.it:</p>
<blockquote><p>Riempire di nuovo il lago di Campotosto”.  La richiesta <span id="more-4476"></span>arriva dall&#8217;associazione Ascam (Allevatori, commercianti, produttori, artigiani e piccole imprese del comune di Campotosto) e dalla locale amministrazione comunale, che hanno firmato una nota congiunta.<br />
I referenti dell’appello sono il consigliere comunale Ercole Di Girolami e il presidente dell’Ascam Rinaldo D’Alessio.<br />
“Vogliamo porre all&#8217;attenzione delle autorità il disagio in cui versano le attività produttive del territorio, e in generale, l’intero comune di Campotosto a seguito del sisma del 18 gennaio scorso.<br />
Dopo il terribile  terremoto che ha reso inagibile quasi il 90 per cento delle strutture, si è reso necessario l’abbassamento della quota del lago di circa il 40 per cento per far fronte al panico diffusosi nella popolazione della vallata del Vomano a seguito delle inesatte dichiarazioni da parte della Commissione Grandi rischi, la quale aveva addirittura paventato un effetto Vajont.<br />
A seguito di un incontro tra l’amministrazione comunale, nelle persone del vicesindaco Gaetana D’Alessio e del consigliere<br />
Ercole Di Girolami con l’Enel, si è avuta la rassicurazione, da parte dell’ente produttore di energia, nonché concessionario<br />
delle acque, circa la tenuta e la sicurezza delle dighe.<br />
Addirittura l’Enel haasserito di aver effettuato delle prove di resistenza sismica sulle dighe stesse con magnitudo di ben oltre il settimo grado Richter.<br />
Fatta luce sulla sicurezza e resistenza delle dighe, rimane l’interrogativo sulla quota bassa del lago.<br />
Attualmente il livello dell’acqua è sceso a tal punto che la parte di lago sottostante Campotosto è completamente asciutta, andando a pregiudicare l’habitat di zona umida che rendeva quell&#8217;ambiente unico e irripetibile. L’acqua bassa pregiudica non solo le caratteristiche del territorio, ma anche tutta l’economia locale.<br />
In particolare, la pesca professionale e sportiva, il filone fotografico, gli sport acquatici, la fruizione del turismo itinerante, la mitigazione del clima, la scomparsa di uccelli migratori, la scomparsa del coregone, eccellenza locale, che in un piccolo specchio d’acqua avrebbe più difficoltà a riprodursi e diventerebbe facile cibo per i pesci predatori, la scomparsa della flora acquatica.<br />
Tutto questo senza considerare che l’Enel è la più grande industria presente sul territorio, attorno alla quale ruota una quota dell’economia locale. A questo punto si auspica un ritorno alla normalità, con un’eventuale ricollocazione rapida delle attività commerciali, legate alla certezza paesaggistica di un lago che deve tornare alla sua condizione pre-sisma.<br />
Una volta danneggiato il territorio, qualcuno dovrà pagare!</p></blockquote>
<p>(FONTE www.6aprile.it)</p>
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